Stella di Luce

 

Con piacere continuo il cammino insieme ai compagni e compagne di questa vita a divulgare i ricordi affinché tanti altri possano ricordare insieme a noi, quanto amore c’era sulla terra prima di noi.

                    

5-3-04 Angela (BO)

Ciao,

ti invio le pagine delle “visualizzazioni” scritte in modo più leggibile, sperando siano “interessanti”. Mi piacerebbe, se sarà possibile, leggere questo scritto anche dai miei “compagni” in quell’emozionante viaggio, in cui tu ci hai guidato.

È stata per me un’esperienza ricca di una piacevole ed intensa energia, con tanti spunti per un cammino, in me da sempre presente, ma che ultimamente avevo un po’ accantonato, alla ricerca di qualcosa che va oltre…

È difficile scrivere di queste cose così intangibili, di cosa si cerca, di cosa si sente…

Ora che i giorni mi separano sempre più da quei momenti passati insieme, la mia parte razionale emerge, e avrebbe tante cose da chiederti, approfittando della conoscenza e consapevolezza da te acquistate.

Queste righe sono soprattutto per ringraziarti, perché da tanto non mi sentivo così “vicina ed affine” a qualcuno, persone che non conosco affatto, ma per cui ho provato una sorta di legame inconscio, fatto di affetto e rispetto. Nei confronti di “qualcuno” la sensazione è stata poi così forte, da essere unica nella sua intensità, quasi da turbarmi e continuare ad accompagnarmi in maniera molto vivida anche ora: mi piacerebbe poi avere occasione per parlarne insieme a te, condividere queste sensazioni e cercare di capire perché.

Spero con queste righe di essere riuscita ad esprimerti cosa ho provato in seguito al tuo seminario, aprendomi con fiducia e “vincendo” l’intralcio della mia riservatezza.

Vorrei concludere mandandoti un grande abbraccio, fatto di quella meravigliosa luce che hai saputo regalare.

Angela

22/2/04 Angela (BO)

E’ la mia bisnonna paterna (mai conosciuta, se non in foto) ad accompagnarmi in questo “viaggio”.

C’è una piscina con tanti bambini che nuotano (ci sono dei gradini anche sott’acqua). Non avverto suoni particolari, ma un assenza di quelli che sono i “rumori”.

Tutto è immerso in un verde intenso. C’è una piazza contornata da colonne trasparenti.

I colori sono molto limpidi, cangianti.

C’è una torre di cristallo da cui si vede il “mare” in lontananza.

(C’è una vasca con dei pesci uguali e grigi) ?

una donna con i capelli lunghi, sciolti e mossi, indossa una lunga tunica bianca, ha una cintura con dei “segni” ed accompagna un bambino con al collo una collana con una pietra ad una “scuola” dove ci sono altri bambini. Il bimbo ha una “fascetta” sottile che gli cinge la testa e tiene qualcosa (?) in mano. Un piccolo sentiero in terra porta ad un tempio in cima ad una collina verde, sopra è aperto, e si vede la luce del cielo, attorno ci sono altre verdi colline.

Nella notte del sabato, non ho fatto un sogno ben definito, continuavo a sentire scorrere in me tanta energia, e sono stata in un dormiveglia affollato di tante immagini.

C’è una grossa pietra rossa che poggia su una base, la pietra cambia il suo colore e del suo stesso colore diventa il cielo, che appare di un “rosso-marrone” e come quando le nuvole vengono illuminate dai fulmini e si vedono le saette dei lampi, anche la pietra acquista al suo interno delle “striature”.

Vedo una corona fatta come un serpente dorato attorcigliato col suo corpo intorno alla testa e da cui si innalza la sua testa con intensi occhi neri bordati di azzurro.

Dalla mia mano destra continuo a sentire uscire un flusso di energia.

Vedo un’immagine, in cui sono nel deserto, ho sete, appoggio le mani sulla sabbia, e si “apre” un profondo tunnel nella terra, da cui esce un qualcosa che mi disseta, ma non è una vera acqua.

Vedo un’altra scena, in cui una figura vestita di bianco, con una corona in testa che raffigura un serpente, si un china a terra, con la mano e il braccio destro allungati in avanti, mentre con la mano di sinistra si appoggia a terra col braccio non disteso, ma più “raccolto” vicino al corpo, si origina un flusso di energia che “riempie” tutto l’ambiente ed è una luce abbagliante.


 

“La ricostruzione”

Grosse onde e tanta pioggia. Terremoti. Cielo scuro.

Poi un fascio di luce sorge dalla terra e va verso il cielo e fa schiarire il cielo e così torna il colore blu del cielo.

Si seppelliscono delle “pietre” sotto terra e vi si pongono dei segnali.

Attorno ad altre, si costruiscono “piramidi” e si svolgono celebrazioni.

Ci sono dei “canali energetici” che vanno verso il cielo ed altri nella profondità della terra.

Le persone formano dei cerchi.

Ci sono suoni come onde energetiche.

Braccialetti con dei nodi.

Si costruiscono “orologi” per seguire i movimenti delle stelle in cielo.

1) Antonella Nogara 26/10/03

La mia guida

Non la vedo sento che può essere un padre per me forse il mio lo sento entrare dentro di me mi penetra dentro sotto la pelle come se io avessi due strati: una corteccia che ricopre una luce. Uno spirito. Un’energia.

Sento che la mia mano sinistra toglie dolore dal mio cuore, una luce in alto come il sole, lo sto raggiungendo volando, ma non sento il vento sono dentro ad un vetro o sfera forse una navicella non vedo. Devo tornare, sto uscendo dal tempio, ho una lunga veste bianca.

2) Antonella Nogara 26/10/03

Un dolore fortissimo al braccio sinistro. La testa mi sta scoppiando, c’è pianto, paura, angoscia dolore dentro il cuore, deve battere, non voglio morire, deve dare amore. Posso vedere la luce, la luce è pace, è amore, mi fa volare.

La pace l’amore può tornare, deve tornare, non ti fermare batti, batti forte, fatti sentire urla, urla amore dai pace dai sole dai luce colore, vita, dona pace fai sognare Atlantide è in te, Atlantide è amore. Asciuga le lacrime, sorridi al mondo, questo è amore profondo e gioia e pace non è finita è l’inizio. Atlantide deve ritornare più bella e splendente più bella e lucente.

Cristina Nogara 26/10/2003

Mi sono ritrovata in un luogo che già conoscevo. Il tempio lo avevo già visitato. Guardandomi intorno non con stupore, ma con nostalgia del posto, ad attendermi dopo tanti anni ho ritrovato il mio padre spirituale, della mia anima, del mio cuore quello che mi inizio a quelli che sono le mie doti, capacità e che purtroppo per forze a me sconosciute non avevo più avuto contatto con lui. Quando l’ho visto non mi sembrava vero. Mi sono sentita aprire a metà dalla gioia di vederlo, toccarlo. Avevo il cuore che mi scoppiava dalla gioia e l’amore che sentivo. Ho ringraziato tutti voi per avermi messa in contatto ancora con lui. Lui ha imposto la sua mano su di me e voi, mi ha preso la mano destra, me l’ha stretta e non l’ho lasciato andare via ancora. Come lui ora non permetterà di perdermi ancora.

Daniela Nogara 26/10/2003

Luce pace silenzio gioia sapere inteso come conoscenza ospitalità

guardare non vedere

capire senza sentire

essere tra loro non in mezzo ad altri

mi fanno capire: vai e torna se vuoi, questo è un modo di vivere

tutto in movimento armonico fluttuante

e quindi il fluttuare del tuo io si stacca

dal suolo e penetra altri livelli di

comunicazione e amore.

-         la pietra sul mio cuore scotta e mi scotta la mano destra mi manca il respiro. E c’è una mosca mi strappano da li la mia Atlantide


 

Maria Giovanna Nogara 23/08/03

Sogno n°1

Vengo condotta da alcune giovani donne su un’altura dove rimango sola. Mi trovo su un basamento di pietra che assomiglia a una piramide tronca. Di fronte vedo colonne di pietra squadrata poste a semicerchio. C’è solo un piccolo tavolo di pietra rettangolare dalla superficie leggermente concava. Il sole sta tramontando alla mia sinistra e sullo sfondo si distinguono le montagne e il mare. Indosso una tunica gialla e porto una grossa collana di pietre squadrate e lisce. Compare un uomo che mi sorride. È a torso nudo e porta un telo azzurro legato alla vita. L’uomo mi prende per mano e ci poniamo in ginocchio l’uno di fronte all’altro… Ci trasformiamo in un vortice dove inizialmente si distinguono strisce gialle e azzurre, poi la velocità aumenta a il vortice assume un colore omogeneo…

Sogno n°2

Sto viaggiando su un vecchio treno con sedili in legno. Nello scompartimento entra un  medico di colore che indossa un camice bianco. Dice che deve eseguire dei controlli sui passeggeri stranieri che si stanno dirigendo verso l’America Latina. Mentre io sto chiacchierando con un’amica, il medico procede alla visita e poi si siede accanto a me. Appoggia la mano sulla mia spalla e chiede se il mio vero nome è Maria Juana. Le sue parole mi “incuriosirono” e mi sento attratta dalla sua voce: mi sembra di conoscere quest’uomo da sempre. Mi rilasso e sorrido. Lui muove la mano lungo la mia colonna vertebrale, ma senza nemmeno sfiorarmi. Ripete il gesto più volte. Poi si sofferma all’altezza della nuca e traccia dei segni strani. Ho un brivido. Lui rimane con la mano appoggiata alla nuca e mi sorride. Lo guardo negli occhi e ho la certezza che lui riesca a leggere ogni cosa dentro di me. Ora lui deve andarsene. Approfitta di una sosta del treno e scende. Si allontana con una sacca sulla spalla destra.

Sogno n°3

Mi trovo a far parte di un gruppo di studiosi e stiamo cercando un antico manoscritto.

Dopo infinite ricerche veniamo a sapere che esso si trova in un vecchio cimitero abbandonato dove periodicamente viene disseppellito e utilizzato per celebrare antichi riti.

Una notte finalmente vediamo un bagliore proveniente da una zona centrale del cimitero.

Ci avviciniamo.

In una larga buca rettangolare sono scesi uomini in costumi strani. Uno di loro indossa un copricapo dalla forma allungata e tiene le braccia alzate mentre ripete ad alta voce parole sconosciute davanti ad un sepolcro che è stato aperto per la cerimonia. (il masso che chiudeva la tomba si trova dietro al sacerdote ed è inciso…)

All’interno la tomba è molto ampia ed il soffitto a volta è affrescato. Al centro sono posti tavoli di pietra sopra ai quali stanno adagiati corpi in decomposizione. Uno dei cadaveri, ancora nella prima fase della decomposizione, prende vita e si mette a recitare la strana “preghiera” insieme ai presenti.

Conclusa la cerimonia tutto torna silenzioso e buio.

Noi trafughiamo il manoscritto.

Ci serve per costruire uno strumento strano con una impugnatura che assomiglia a quella di uno specchio: sulla piccola impugnatura si sovrappongono un cerchio ed un triangolo al centro dei quali viene sistemato un cristallo (rosso?).

Sarà la luce del sole ad energizzare questo cristallo, ma non sappiamo, o non siamo riusciti a decifrare, in quale ora del giorno avverrà tutto questo.

Aspettiamo su un’altura fino quasi al tramonto.

Il sole sta scendendo alla mia sinistra.

Si intravedono sagome di montagne ed il mare a destra. Proprio nel momento in cui la luce assume la colorazione più dolce del tramonto il misterioso strumento comincia a vibrare nelle mani dell’uomo che lo sta reggendo. L’uomo urla che tutto è pronto e si dovrà scegliere chi riceverà il potere del cristallo.

Stanno litigando.

Lo strumento continua a vibrare. All’improvviso dal cristallo parte un potente raggio di luce che mi colpisce al viso. Sento un bruciore molto intenso alla fronte e un forte calore al viso. Il raggio che mi investe è luminoso al centro, ma la luce intorno è di colore rosso.

Poi tutto finisce ed il sole sta ormai tramontando.

Ora vedo due soli nel cielo, perfettamente identici. So bene che quello vero si trova alla mia sinistra, ma rimango a fissare, con intensità il sole di fronte a me.

 Sogno n°4

                   Mi trovo in una spiaggia osservando il mare, con un insolito cielo grigio. Tanta agitazione intorno a me, eravamo circondati da una cupola che rendeva i colori al suo interno azzurro. Sapevo che la mia casa era protetta, vedevo le navette volare sopra di noi, senza meta, poi come se lo sapessi osservo senza paura delle grandi palle di fuoco cadere intorno alla mia casa, alcune molto lontane che provocavano grandi distruzioni ma la nostra casa rimaneva intatta, la cupola funzionava. L’energia dei cristalli conteneva l’impatto, forse ce la caveremo, poi la terra iniziava a tremare e lentamente si inabissava e noi insieme a lei, ma la cupola resisteva, poi il buio………..

La Luce dell’amore In Atlantide

 (Elian RV- 447.882.3773)

Guardo il sole

Al tramonto di questa giornata

mi immergo nei colori della sua luce,

e affiora la nostalgia di tempi lontani

quando andavo al Tempio

per lasciarmi caricare dall’energia del Cristallo.

Là era il nostro tempo.

Nostalgia di quando la luce dei miei occhi

Sapevano trasmetterti la profondità dell’Amore

Ed il mio sguardo accarezzava dolcemente il tuo corpo.

Nostalgia di quando il mio sorriso

Ti donava la gioia, la gioia che provavo

Nel sentirti vicino.

Nostalgia di quando il mio cuore si emozionava

Se insieme ammiravamo i colori del tramonto

E di essi ci si ubriacava.

E questa sera che sono lontana da te,

voglio vivere questo tramonto,

ritornando a quel tempo….

Tempo che a sua volta vuol rivivere,

vuole essere riscoperto da noi perché

è il tempo dell’Amore, della Gioia, della Pace.

Perché è il giusto tempo, da vivere per  noi.  


 

Arcania (Milano) Ho sognato l’Atlantide tre volte.

Nella prima, mi trovavo a Tartesos con una ragazza [il vero nome è Tartesso, ma lei la chiamava così]. Lei era l’ultima figlia dei dieci re, e voleva tornare alla sua terra. Mi chiedeva di accompagnarla lì, ed io accettavo. Sulle coste, in una spiaggia, ci sedevamo e attendevamo che la marea rivelasse il passaggio che da lì conduceva ad Atlantide. Quando le acque si furono sufficientemente ritirate, ci incamminammo in un condotto sotterraneo segreto. Si trattava di una caverna lunga e stretta, il cui ingresso si apriva nella sabbia attraverso una specie di porta formata da tre monoliti bianchi, simili a quelli ritrovati a Stonehenge ma di dimensioni ridotte. Al nostro arrivo, c’era tutto ciò che restava di Atlantide: strade distrutte, colonne erose dal mare, resti di ciò che un tempo era civiltà. C’erano delle persone vestite di bianco che vivevano in miseria e pregavano davanti alle rovine, con la sola illuminazione di candele consunte.

 La seconda volta,ho sognato Atlantide in tutta la sua magnificenza. Era una città di pietra, metallo e acqua. Ricordo una costruzione incredibilmente grande, simile ad un tunnel circolare che si ergeva sui canali, nei quali navigavano navi di piccole dimensioni. Mi trovavo verso l’esterno della città, e da qualunque punto di osservazione si poteva distinguere chiaramente il bellissimo palazzo al centro della composizione di anelli concentrici. C’erano anche tantissime persone, di cui molti turisti.

 L’ultimo canale circolare, quello che circondava il Palazzo dei Dieci Re, era diviso in due anelli: in uno scorreva normale acqua, nell’altro un terribile acido che scioglieva qualunque cosa. Suppongo che si trattasse di una difesa. Era tutto molto bello.

 Il terzo sogno era molto contorto, ma ricordo dei particolari precisi: l’acqua e il fuoco, due forze improvvisamente alleate che distruggevano quell’isola bellissima. Quando i flutti hanno ingoiato Atlantide,  ho provato solo una gran rabbia. Vicino a me, però, c’era la stessa ragazza del primo sogno. Non diceva nulla, ma si capiva dai suoi occhi che la scomparsa della sua terra era per lei causa di immenso dolore. Per quanto mi riguardava, in me c’era una sola consapevolezza: tutto ciò che Atlantide era stata sarebbe andato perduto nel tempo, e le persone lo avrebbero ricordato solamente come materia di leggenda. Questo mi faceva infuriare.

Tapsi 23/03/09

Ho visto il vostro sito
Durante il mio cammino esoterico, ho conosciuto alcune persone che in trans regressivo hanno parlato di Atlantide, della loro vita in quella città.
Però la loro descrizione era di una città che si trovava sospesa in aria, molto al di sopra di un'altra città che risiedeva sulla Terra e circondata da esseri primitivi.
Mi hanno raccontato storie della loro vita di quel tempo, ma che non mi è concesso raccontare.
Posso solo dirvi che le città di Atlantide erano due una in alto nella stratosfera ed una in basso sulla terra. Gli abitanti della città in alto non avevano la nostra densità.
Spero che questo vi sia d'aiuto, vi auguro un buon cammino.


 



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