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8° Resoconto
Lettera di Paola Cari compagni di viaggio,sono una vostra “vicina di casa”, mi chiamo Paola,e mi rivolgo a voi,con queste parole perché ho pianto dalla gioia quando ho letto il libro,quando ho sentito di aver trovato dei fratelli e delle sorelle dell’anima,dei compagni di viaggio appunto. La memoria della nostra terra è forte,sono anni che sogno,o almeno mi sforzo di seguire un cammino spirituale,ho avuto molte esperienze interessanti,anche conferme di vita precedenti al servizio della Luce,sono stata ad Atlantide, in Egitto ero sacerdotessa di Iside,ho conosciuto i Misteri,i Maestri Iniziati,fino ad ancora più lontano,alle nostra origini stellari. Infatti tutto il mio percorso è partito dagli extraterrestri dall’amore che ho sempre sentito per “Loro”; ho passato tanti anni sentendomi veramente sola, mi sentivo in un mondo “alieno” e non vi dico la fatica che facevo a comunicare con gli altri, in più c’era questa tremenda nostalgia per qualcosa di meraviglioso, di così sublime da non avere nessuno uguale sulla terra. Parto un po’ alla lontana per spiegarvi un po’ la mia vita,ma tutto ciò è per farvi sentire come possa essere felice di aver trovato qualcuno in sintonia con me e proprio ricordando Atlandide. In Atlandide usarono i cristalli ho sempre avuto un grande interesse verso le pietre. In sogno è venuto, diciamo a ritrovarmi un mio Maestro di quel tempo,e attraverso una canalizzazione sono stata attivata al ricordo. Il libro più che attivare altri ricordi, per il momento almeno, ha attivato spiragli di sogno da me fatti precedentemente, specialmente nel leggere i sogni delle varie persone. In ognuna c’era un particolare una situazione una cosa che io avevo gia visto; le navicelle spaziali, i Templi di luce, i grandi e meravigliosi cristalli,la vita armoniosa e piena di gioia che si conduceva, la conoscenza e la comunicazione con il divino. Ciò non toglie però che, il fatto di aver trovato il vostro libro, è per me un messaggio, un segno di fratellanza di condivisione. Vorrei tanto incontrarvi è difficile parlare soli per lettera,ed anche il fatto di abitare vicini non è per me, un fatto casuale. Sento dentro di me che è venuto il momento particolare della mia vita,qualcosa sepolto dentro di me deve aver spazio, forse la mia creatività, la mia conoscenza, il sé, l’amore non so. Io non conosco la vostra età io ho 45 anni, non sono più una ragazzina, ma sono ancora piena di vita e soprattutto non ho mai smesso di fare questo viaggio del risveglio, di voler conoscere, di voler cercare, di ritrovare le persone a me simili, spero tanto nella vostra risposta, abbiamo tanto cose da dirci, vi saluto con affetto e col cuore,ciao a presto. Paola. Lettera di Lina Ciao, sono Lina ci siamo visti sabato 13 maggio alla presentazione del libro. Comincio a leggere ed è come entrare nel mio bisogno di ricerca e di espressione di quella energia potente e soffocata che è dentro di me.ho letto il sogno una volta e la seconda non ho completato la lettura.Ho bisogno di scrivervi,di dire;è quell’impeto che mi guida da sempre e che quando lo esprimo mi spaventa da ormai otto anni.e questa pulsazione per me è ancora un tormento.Una spinta istintiva mi ha portato li sabato pomeriggio,abitualmente rifuggo ad ogni invito sono spinta verso la solitudine,ma questa volta ho sentito che la proposta di Graziella era importante per me. Sento da sempre che vengo da una distruzione, qualcosa di importante che non riesco a ricostruire, é come se un mio gesto atavico avesse provocato una calamità e da quel momento non ho più vissuto. Nel senso che il corpo si muove come schiacciato da un dolore. È stata la biodanza il mio risveglio e l’ ho vissuta come un paralitico che vede gli altri a muoversi ma lui non può è impedito dal suo blocco motorio. Ho disegnato istintivamente le sette vie di fuga,ho sentito il punto di partenza,la mia mano si muoveva sicura. E quando ho letto il sogno mi sono riconosciuta nel settimo gruppo, quello rimasto ad Atlan. Ed ora, in questo momento è come se rivivessi l’essere lì, sono paralizzata dalla paura e non mi muovo. In fondo è quello che vivo tutti i giorni,mi muovo rimanendo ferma,perché ferma è l’energia del mio cuore. Dal sogno “ognuno di noi ha un potenziale ed il sacerdote canalizza l’energia di ognuno facendola confluire nel gruppo”. Ecco in questi otto anni di biodanza ho vissuto questo desiderio disperato di un Maestro che canalizzasse la mia energia nel gruppo per sentire che io ne facevo parte, come se nel dolore della calamità fossi stata tagliata fuori dal gruppo. Quello che colpisce il mio cuore nel sogno è la percezione della presenza dell’altro sia dell’ energia mentale che della morte, perché in entrambi i casi è sentirsi vivi. È quello che ho ricercato con tenacia e disperazione in questi anni è proprio percepire l’altro in un vincolo affettivo. Avevo scoperto che la comunicazione è vita, ma non l’ho ancora vissuto credo che sia per questo che sto scrivendo. Non vi conosco ma sento che posso fidarmi. Lina Scarpacci
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