Da Matilde

 

Ho letto il Sogno e qualcuno dei racconti, ma preferisco scrivere subito la mia esperienza per non perderne la freschezza.

In verità, ciò che ho vissuto non somiglia ad alcuna delle mie esperienze precedenti, sia di contatto che di visualizzazione e può anche darsi che sia semplicemente frutto della mia fantasia piuttosto sviluppata. Comunque, ecco qua.

La prima cosa che noto mentre leggo è il senso di "conosciuto" (anche se non riconosco veramente nulla di quello che viene descritto) ma, allo stesso tempo, di distacco. Mi arriva un'immagine di distruzione, molto simile ad un terremoto. Io sono spettatore distaccato, come se il mio compito fosse semplicemente quello di osservare ed imparare. La mia prospettiva si allontana e si avvicina, forse sto fluttuando nell'aria, e nessuno può vedermi. In particolare, mi avvicino ad una donna che sta aggrappata ad un lastrone che si sta sollevando: è lucente, molto spesso, semitrasparente, di colore e materiale che non saprei definire. La donna non è giovanissima, ha lunghissimi capelli ondulati castano ramato ed indossa qualcosa di chiaro e fluttuante. E' stranamente isolata dal resto della gente che, in lontananza, corre qua e là in preda al panico. Molto lontano, sullo sfondo c'e un altissimo edifico che mi ha ricordato la torre ad ago di Toronto ma la sua immagine diventa sempre più confusa, come se stesse piano scomparendo.

So che la donna è condannata, e so che la lentezza della sua agonia le è necessaria per prepararsi al passaggio e per accettare senza strascichi energetici l'esperienza. La osservo e "capisco".

Qualche pagina più avanti "riconosco" il simbolo dei tre triangoli, solo che mi appare un po' diverso: i triangoli sono uno dentro l'altro e possono combinarsi in modo tridimensionale, attivandosi. Possono avere infinite combinazioni di colori, ognuna con significato ed impiego diverso. E' simbolo e strumento di comunicazione e di conoscenza. Non tutti possono usarlo, poiché è molto potente e può anche danneggiare chi lo usa. Quando è piatto è inattivo. E' l'evoluzione dei cristalli e nessuno ne conosce ancora tutta la potenzialità. Ha un uso limitato nel tempo ed è destinato a scomparire.

Più o meno è tutto qui. Comunque, quello che mi ha particolarmente turbato è stato il mio assoluto distacco, la mancanza di partecipazione emotiva rispetto alla tragedia che si stava svolgendo sotto i miei occhi. Non è facile da spiegare. Era come se io non interpretassi la cosa in termini "umani", ma la percepissi in un'ottica più allargata, dove tutto ha un senso ed una ragione.

 

 

 



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