L'EPOCA ATLANTIDEACataclismi vulcanici distrussero la maggior parte del Continente Lemuriano, e al suo posto sorse il Continente Atlantideo, dove ora trovasi l'Oceano Atlantico. Scienziati materialisti, spinti dalla storia di Platone a intraprendere ricerche riguardanti l'Atlantide, hanno dimostrato che la tradizione affermante l'esistenza di tale continente riposa su basi serie. La scienza occulta sa che esso è esistito ed ecco la descrizione che ne da: L'antica Atlantide differiva dal mondo attuale in molti punti, ma la maggior differenza consisteva nella composizione dell'atmosfera e dell'acqua di tale Epoca. Dalla parte meridionale del pianeta veniva l'aria calda infiammata, dei vulcani che erano ancora attivissimi. Dal settentrione soffiava il vento ghiacciato delle regioni polari. Il continente dell'Atlantide era il punto d'incontro delle due correnti, di conseguenza la sua atmosfera era sempre satura di nebbia densa e oscura. L'acqua non era così densa come lo è ora, ma conteneva aria in maggior proporzione. Molta acqua era mantenuta sospesa nell'atmosfera pesante e densa dell'Atlantide. Attraverso quest'atmosfera il Sole non risplendeva mai chiaramente. Esso appariva circondato da un'aura di luce nebbiosa, come le luci delle strade viste attraverso una fitta nebbia. La visibilità si estendeva solo per pochi metri in ogni direzione e i contorni degli oggetti che non erano vicini, apparivano confusi e incerti. L'uomo si guidava più per percezione interna che per visione esterna. Non solamente il paesaggio, ma anche l'uomo di quel tempo, era molto differente da tutto quanto esiste oggi sulla terra. Egli aveva una testa, ma con bassissima fronte; il suo cervello non aveva sviluppo frontale; ma la testa scendeva bruscamente all'indietro da un punto appena al di sopra degli occhi. Paragonato con l'attuale umanità, egli era un gigante; le sue braccia e le gambe erano molto più lunghe in proporzione al corpo, di quello che non siano le nostre. Invece di camminare egli incedeva mediante una serie di salti-volo non dissimili da quelli del canguro. Aveva occhi piccoli e ammiccanti ed i suoi capelli avevano una sezione circolare. Questa particolarità in mancanza di altre, distingue i discendenti degli Atlantidei che oggi rimangono ancora fra noi. I loro capelli erano neri, diritti e lucidi e avevano una sezione circolare. Quelli degli Ariani, benché possano differire in colore, hanno sempre una sezione ovale. Le orecchie degli Atlantidei erano situate molto più indietro di quelle degli Ariani . I veicoli superiori dei primi Atlantidei non erano in posizione concentrica relativamente al corpo fisico, come lo sono i nostri. Lo Spirito non era del tutto uno Spirito interiore; esso stava parzialmente al di fuori e non poteva perciò controllare i suoi veicoli con la stessa facilità che se li avesse abitati completamente. La testa del corpo vitale era al di fuori della testa fisica e molto al di sopra di essa. Fra le sopracciglia vi è un punto, a un centimetro e mezzo al di sotto della pelle, che ha un punto corrispondente nel corpo vitale. Questo punto non è il corpo pituitario, che è situato molto più vicino al centro della testa del corpo fisico. Potrebbe chiamarsi « radice del naso ». Quando questi due punti, nel corpo fisico e in quello vitale corrispondono, come fanno nell'uomo di oggi, il chiaroveggente istruito li vede come un unico punto nero, o piuttosto come uno spazio vuoto, come l'invisibile nucleo di una fiamma di gas. Questa è la sede dello Spirito interno dell'uomo - il Santo dei Santi - nel tempio del corpo umano, chiuso a tutti fuorché all'Ego interiore di cui esso è la sede. Il chiaroveggente può vedere con maggiore o minore distinzione, secondo la sua capacità e il suo grado di esperienza tutti i diversi corpi che formano l'aura dell'uomo. Questo punto solo gli è nascosto. Questo è « l'Iside » il cui velo nessuno può sollevare. Nemmeno l'essere più altamente evoluto sulla terra è capace di svelare l'Ego della più umile e meno sviluppata creatura. Questo e solamente questo è così sacro sulla Terra, che è completamente immune da qualsiasi intrusione. I due punti dei quali abbiamo parlato - l'uno nel corpo fisico e il suo corrispondente nel corpo vitale - erano assai separati nei primi uomini dell'Atlantide come lo sono negli animali di oggi. La testa del corpo vitale del cavallo è molto al di fuori della testa del suo corpo fisico. I due punti sono più ravvicinati nel cane che in qualunque altro animale, eccetto forse l'elefante. Quando i due punti vengono in corrispondenza, abbiamo un animale prodigio, capace di cantare, parlare, ecc. A causa della distanza fra questi due punti, il potere di percezione o di visione degli Atlantidei era molto più acuto nei Mondi interiori che nel Mondo Fisico, oscurato dalla sua atmosfera di fitta e pesante nebbia. Nel corso degli anni però, l'atmosfera andò lentamente rischiarandosi, al tempo stesso il punto situato nel corpo vitale, si avvicinò sempre più al punto corrispondente del corpo fisico. Via via che i due punti si ravvicinavano, l'uomo veniva a perdere gradatamente il contatto coi Mondi interni, così questi divennero per lui oscuri, mentre il Mondo Fisico si rischiarava nei suoi contorni. Finalmente nell'ultima terza parte dell'Epoca Atlantidea, il punto del corpo vitale venne a coincidere col punto corrispondente del corpo fisico. Fu soltanto allora che l'uomo divenne pienamente cosciente del Mondo Fisico; ma nel medesimo tempo in cui questa piena visibilità e percezione nel Mondo Fisico venivano acquistate, la capacità di percezione dei Mondi superiori fu gradualmente perduta dalla maggior parte degli uomini. Nei primitivi tempi dell'Atlantide l'uomo non poteva percepire chiaramente i contorni di un oggetto o di una persona; ma ne poteva vedere l'anima e subito conoscere se gli attributi di essa fossero o no a lui propizi. Egli sapeva se l'uomo o l'animale che gli stava di fronte era bene o mal disposto verso di lui. Egli apprendeva correttamente per mezzo della percezione spirituale come trattare con gli altri e come sfuggire i pericoli, perciò quando il Mondo spirituale gradatamente si allontanò dalla sua coscienza, grande fu il suo rimpianto per tale perdita. Gli Rmoahal formarono la prima razza Atlantidea. Non avevano che scarsa memoria e quella poca era principalmente connessa alle sensazioni. Ricordavano colori e suoni, e così fino a un certo punto svilupparono la loro sensibilità. Il Lemuriano mancava completamente di sentimento nel più profondo senso della parola. Aveva il senso del tatto; poteva percepire la sensazione fisica del dolore, dell'agio e del benessere, ma non quello della gioia spirituale e mentale, del dispiacere, della simpatia e dell'antipatia. Con la memoria gli Atlantidei acquistarono anche i rudimenti del linguaggio. Emisero parole e non più semplici suoni come facevano i Lemuriani. Gli Rmoahal cominciarono a dare nomi alle cose. Essi erano ancora una razza spirituale, e il loro potere animico era analogo alle forze della natura; essi non davano soltanto un nome agli oggetti che li circondavano, ma nelle loro parole risedeva un potere che influenzava la cosa nominata. Come gli ultimi Lemuriani, anche gli Rmoahal sentivano di essere Spiriti e non si facevano fra loro nessun male o danno. Il linguaggio per loro era sacro perché era la più alta espressione diretta dello Spirito. Il potere non veniva mai degradato da mormorii o pettegolezzi. L'uso di un linguaggio definito permise all'anima di questa Razza di entrare per la prima volta in contatto con l'anima delle cose del mondo esterno. I Tlavatli furono la seconda razza Atlantidea. Già essi cominciarono a conoscere il proprio valore come esseri umani separati. Divennero ambiziosi, vollero che le loro opere fossero ricordate. La memoria divenne un fattore importante nella vita della comunità. Il ricordo di fatti compiuti da alcuni, faceva sì che un gruppo di persone scegliesse come proprio capo l'autore di grandi gesta. Questo fu il germe della Regalità. Questo ricordo di fatti meritori di grandi uomini, fu tramandato perfino al di là della morte di tali capi. L'umanità cominciò ad onorare la memoria degli antenati; a venerare questi ed altri che avessero dimostrato grandi meriti. Fu il principio di una sorta di culto praticato ancora oggi da alcuni Asiatici. I Toltechi furono la terza razza Atlantidea. Essi spinsero oltre le idee dei loro predecessori inaugurando la Monarchia e la successione ereditaria. I Toltechi dettero origine al costume di onorare certi uomini per gli atti compiuti dai loro antenati, ma esisteva allora una buona ragione per fare ciò. A causa della particolare educazione di quel tempo, il padre aveva il potere di trasmettere le proprie qualità al figlio, cosa che è impossibile all'umanità moderna. L'educazione consisteva nel richiamare davanti all'anima del bambino immagini delle differenti fasi della vita. La coscienza dei primi Atlantidei era ancora una coscienza di visione interiore. Il potere dell'educatore di evocare queste immagini davanti all'anima del bambino era il fattore determinante dal quale dipendevano le qualità d'animo che sarebbe venuto a possedere l'uomo adulto. Essi si appellavano all'istinto e non alla ragione; tentavano di risvegliare l'istinto e con questo metodo di educazione il figlio, nella maggioranza dei casi, prontamente assorbiva le qualità del padre. Perciò è evidente il motivo che vi era a quel tempo di concedere onori ai discendenti di grandi uomini, perché il figlio quasi sempre ereditava la maggior parte delle buone qualità paterne. Disgraziatamente ciò non avviene oggi, benché si continui a seguire la medesima pratica di onorare i figli di grandi uomini, ma non abbiamo assolutamente alcuna ragione per farlo. Fra i Toltechi l'esperienza era altamente stimata. L'uomo che aveva avuto le più disparate esperienze era il più onorato e ricercato. La memoria era allora così sviluppata e precisa da fare apparire nulla la nostra al paragone. In caso di necessità, un Tolteco di larga esperienza pratica, riusciva molto probabilmente a ricordare casi consimili della sua vita passata e a suggerire la linea di condotta che conveniva seguire. Egli diveniva così un prezioso consigliere per la comunità, quando si presentava una situazione di cui altri membri non avevano prima esperienza, e non erano perciò capaci di pensare o ragionare per analogia onde prendere prontamente le misure del caso. Quando tale individuo non si trovava, essi erano obbligati a tentare diverse esperienze per poter trovare la miglior soluzione. Nella parte centrale del Periodo Atlantideo, troviamo i primi esempi di nazioni separate. Gruppi di persone che scoprivano in altri gusti e abitudini consimili, lasciavano le loro vecchie abitazioni per fondare una nuova colonia. Conservavano le vecchie abitudini perpetuandole nelle nuove abitazioni quel tanto che loro conveniva, e formandone col tempo delle nuove che si addicessero alle loro particolari idee e necessità. Le Guide del genere umano stabilirono in quel tempo dei grandi Re per governare i popoli, sui quali fu dato loro grande potere. Le masse onoravano codesti Re con tutta la venerazione dovuta a coloro che erano veramente Re «per grazia di Dio». Questa condizione felice, tuttavia, recava in sé il germe della disgregazione perché col tempo i Re divennero avidi di potere. Dimenticarono che questo era stato loro concesso per grazia di Dio come un sacro incarico; che erano stati eletti Re per governare con giustizia e aiutare il popolo. Cominciarono ad usare il loro potere corrottamente per scopi egoistici e per profitto personale, invece che per il bene comune, arrogandosi privilegi e autorità mai intesi per loro. Essi si lasciavano dominare da ambizioni ed egoismi abusando dei loro poteri di origine divina a scopo di oppressione e di vendetta. Questo era vero non soltanto per i Re; ma anche per i nobili e per le classi più elevate e quando si consideri il potere da essi posseduto sopra i loro simili di classi meno evolute, è facile comprendere come tale abuso producesse terribili condizioni. I Turanici originari furono la quarta razza Atlantidea; furono particolarmente spregevoli per il loro abominevole egoismo. Essi eressero dei templi dove i loro Re venivano adorati come dei e inflissero oppressioni estreme alle classi inferiori. Una Magia nera della più nauseante e peggiore specie fiorì e tutti gli sforzi di questo popolo erano diretti al soddisfacimento della vanità e del fasto smagliante. I Semiti originari furono la quinta e più importante delle razze Atlantidee, perché in essi troviamo per la prima volta il germe della qualità correttiva del Pensiero. Perciò la razza Semitica originale divenne la « razza-madre » delle sette Razze dell'attuale Epoca Ariana. Nell'Epoca Polare l'uomo aveva acquisito il corpo fisico come strumento di azione. Nell'Epoca Iperborea il corpo vitale fu aggiunto per dare la facoltà di movimento necessaria all'azione. Nell'Epoca Lemuriana il corpo del desiderio fornì l'incentivo per l'azione. La mente fu data all'uomo nell'Epoca Atlantidea per conferire scopo all'azione; ma siccome l'Ego era estremamente debole, mentre era forte la natura del desiderio, la mente nascente si coalizzò col corpo del desiderio e ne risultò la facoltà dell'astuzia che fu causa di tutta la perversità particolare della seconda parte dei tre periodi dell'Epoca Atlantidea. Nell'Epoca Ariana il Pensiero e la Ragione si svilupparono mediante il lavoro dell'Ego nella mente per incanalare il desiderio sulla via conducente alla perfezione spirituale, che è lo scopo dell'evoluzione. La facoltà del Pensiero e il potere di formulare idee furono raggiunti dall'uomo a costo della perdita del controllo sulle forze vitali, cioè della perdita del controllo che aveva esercitato fino ad allora sulla materia. Col Pensiero e con la Mente l'uomo non può attualmente esercitare il suo potere che sulle sostanze chimiche e minerali, poiché la sua mente si trova ora nella sua prima fase, o fase minerale della sua evoluzione, come lo era il suo corpo fisico nel Periodo di Saturno. Egli non ha alcun potere sulla vita delle piante o degli animali. Il legno e molte sostanze vegetali, come pure certi prodotti animali, vengono usati dall'uomo nelle sue industrie. Queste sostanze, in ultima analisi, non sono che materia chimica satura di vita minerale, di cui i corpi densi di tutti i regni sono composti, come precedentemente spiegato. Su tutte queste varietà di combinazioni chimiche minerali l'uomo può, allo stadio attuale, avere dominio; ma fino a che non avrà raggiunto il Periodo di Giove, questo dominio non sarà così esteso da permettergli di agire sulla vita stessa. All'alba di tale Periodo, tuttavia, egli eserciterà il suo potere sulla vita vegetale, come gli Angeli fanno adesso nel Periodo della Terra. Gli scienziati materialisti hanno lavorato per molti anni tentando di « creare » la vita ma non vi riusciranno finché non avranno imparato ad avvicinarsi al tavolo di laboratorio col massimo rispetto, come se si avvicinassero all'altare in un Tempio: con purezza di cuore e con mani pure, scevri di avidità e di ambizioni egoistiche. Tale è la saggia decisione dei Fratelli Maggiori, che conservano questo e tutti i profondi segreti della Natura, in attesa che l'uomo sia atto ad usarli per l'elevazione della razza; per la gloria di Dio e non per profitto e ingrandimento personale. Tuttavia fu proprio questa perdita di dominio sulle forze vitali sofferta dagli Atlantidei, che rese possibile all'uomo di progredire nell'evoluzione. Dopo tale perdita, per quanto grande sia divenuto l'egoismo dell'uomo, esso non potrà distruggere né l'uomo stesso né la Natura, come poteva invece avvenire se il crescente egoismo fosse stato accompagnato dal grande potere posseduto dall'uomo nel suo precedente stato d'innocenza. Il Pensiero, che si esprime solo nell'uomo, è impotente a comandare alla Natura, e non può mai mettere in pericolo l'umanità, come sarebbe possibile se le forze della Natura fossero sotto il controllo dell'uomo. I Semiti Originari reprimevano i loro desideri, fino ad un certo punto, con la mente, e invece di desiderio puro e semplice ne risultava malizia e astuzia, mediante le quali essi cercavano di raggiungere i loro fini egoistici. Benché fossero molto turbolenti, impararono a dominare validamente le loro passioni ed a portare a termine i loro disegni mediante l'astuzia, che essi trovavano più sottile e potente della semplice forza bruta. Essi furono i primi a trovare che il « cervello » è superiore ai « muscoli ». Durante l'esistenza di questa razza, l'atmosfera dell'Atlantide cominciò definitivamente a rischiararsi, e il punto precedentemente accennato del corpo vitale venne a coincidere col suo corrispondente nel corpo fisico. Questo concorso di eventi dette all'uomo la facoltà di vedere chiaramente le cose con contorni netti e ben definiti, ma ne risultò anche la perdita della facoltà di percepire i Mondi spirituali. Vediamo così (e forse è bene annunciarlo come una legge) che: Nessun progresso viene mai conseguito se non a costo di perdere qualche facoltà precedentemente posseduta, che verrà poi riconquistata in una forma superiore. L'uomo costruì il proprio cervello perdendo temporaneamente la capacità di provvedere da solo alla sua discendenza. Per avere lo strumento col quale guidare il proprio corpo fisico, egli si assoggettò a tutte le difficoltà, affanni e dolori implicati nella cooperazione necessaria alla perpetuazione della razza; egli ottenne la facoltà di ragionare a prezzo della perdita temporanea della visione interna spirituale. Mentre la ragione lo beneficò in molti modi, essa chiuse alla sua visione l'anima delle cose che prima gli parlava, e l'acquisto dell'intelletto, che ora è il possesso più prezioso dell'uomo, fu da principio contemplato assai tristemente dagli Atlantidei, i quali piansero la perdita della visione e dei poteri spirituali che fu il prezzo di tale acquisto. Lo scambio dei poteri spirituali contro le facoltà fisiche era tuttavia necessario perché l'uomo divenisse capace di funzionare, indipendentemente da qualsiasi guida esterna, nel Mondo Fisico che egli deve conquistare per ingiunzione divina. Col tempo l'uomo recupererà i suoi poteri superiori, quando, a seguito delle esperienze acquisite nel suo viaggio attraverso il Mondo Fisico più denso, avrà imparato ad usarli correttamente. Quando li possedeva, non ne conosceva il giusto uso, ed essi erano troppo preziosi e pericolosi per essere adoperati come giocattoli coi quali fare degli esperimenti. Sotto la guida di una Grande Entità, la razza Semitica Originaria fu condotta verso Est fuori dal continente Atlantideo, attraverso l'Europa, verso la grande pianura dell'Asia centrale, conosciuta con il nome di deserto di Gobi. Qui i Semiti Originari furono preparati da questa Grande Entità ad essere il seme delle Sette Razze dell'Epoca Ariana, dotandoli potenzialmente di quelle qualità che i loro discendenti dovevano evolvere. Durante tutte le Epoche precedenti - dal principio del Periodo di Saturno, attraverso i Periodi del Sole e della Luna e nelle tre Rivoluzioni e mezzo del Periodo della Terra (le Epoche Polare, Iperborea, e Lemuriana e la prima parte dell'Epoca Atlantidea) - gli uomini erano stati comandati e guidati da Esseri superiori, senza che essi conoscessero il minimo libero arbitrio. A quel tempo essi non erano capaci di guidarsi, non avendo ancora sviluppato una mente propria; ma giunse infine il momento in cui fu necessario per il loro ulteriore sviluppo, che essi cominciassero a guidarsi per proprio conto. L'uomo doveva imparare ad essere indipendente e ad assumersi le responsabilità delle proprie azioni. In precedenza egli aveva dovuto obbedire ai comandi di un sovrano; ora però i suoi pensieri dovevano essere distolti dai sovrani visibili, i Signori di Venere, che egli venerava come Messaggeri degli Dei, affinché venissero diretti verso l'idea del vero Dio, il Creatore invisibile del nostro sistema solare. Doveva imparare a venerare e ad ubbidire agli ordini di un Dio che egli non poteva vedere. Perciò il Sovrano convocò il popolo e gli rivolse una orazione che toccava l'animo, orazione che si potrebbe esprimere così: « Finora avete potuto vedere coloro che vi guidavano; ma ci sono Condottieri di vari gradi di splendore superiori a questi, i quali non avete mai visto; essi guidarono i vostri primi passi nell'evoluzione della coscienza. « Esaltato al di sopra di tutti questi Esseri gloriosi sta il Dio invisibile, che ha creato il Cielo e la Terra sulla quale abitate. Egli ha voluto concedervi il dominio su questa Terra perché siate fecondi e vi moltiplichiate su di essa. « Dovete adorare soltanto questo Invisibile Dio; ma dovete adorarlo in Spirito e in Verità e non fare una immagine scolpita di Lui, né usare similitudine per immaginarvelo, perché Egli è presente in ogni luogo ed è al di sopra di ogni similitudine o paragone. « Se voi seguirete i Suoi comandamenti, Egli vi accorderà abbondantemente ogni bene. Se devierete dalla Sua strada, soffrirete. La scelta è a voi. Siete liberi; ma sopporterete le conseguenze delle vostre azioni ». L'educazione dell'uomo si svolge in quattro grandi tappe. All'inizio egli fu modificato dall'esterno, inconsapevolmente. Poi venne posto sotto il comando di Messaggeri divini e Re che egli vedeva e ai comandi dei quali doveva obbedire, in seguito gli venne insegnato a rispettare gli ordini di un Dio terribile e che egli non vedeva. Infine, egli imparerà ad elevarsi al di sopra della paura; a trovare la propria legge in se stesso e, conquistando se stesso con la propria volontà, a vivere in armonia con l'ordine della Natura, che apprenderà a conoscere insieme con la legge di Dio che egli ritroverà nella propria coscienza. Quadruplici sono anche i gradi attraverso i quali l'uomo si eleva fino a Dio. Inizialmente, spinto dal timore, egli adora quel Dio che comincia a percepire, offrendo sacrifici per propiziarselo, come fanno gli adoratori di feticci. Poi egli impara a guardare a Dio come Dispensatore di tutte le cose e spera di ricevere da Lui benefici materiali su questa terra nella vita presente. Egli offre sacrifici per avarizia, nella speranza che il Signore lo ripaghi al cento per uno, o per evitare punizioni improvvise sotto forma di peste, carestie, guerre, ecc. In seguito apprende ad adorare Dio con la preghiera e col vivere santamente; a mantener viva la fede in un Paradiso dove sarà più tardi ricompensato e ad astenersi dal male onde sfuggire ad una futura punizione nell'Inferno. Finalmente l'uomo giunge al punto in cui può agire bene senza pensare a ricompense, doni o punizioni: ma semplicemente perché è « bene agire bene ». Egli ama la giustizia per la giustizia e regola la propria condotta di conseguenza, noncurante di immediati benefici o danni, o di dolorosi risultati nel futuro. I Semiti Originari avevano raggiunto il secondo di questi quattro gradi. Avevano imparato ad adorare un Dio invisibile e ad attendersi una ricompensa sotto forma di benefici materiali, o una punizione a mezzo di penose calamità. Il Cristianesimo popolare è il terzo grado di questa ascensione. I Cristiani Esoterici e gli allievi di tutte le scuole di occultismo cercano di raggiungere il grado più alto, che generalmente verrà acquisito nella sesta Epoca, nella Nuova Galilea, quando il potere unificante della Religione Cristiana, aprirà i cuori agli uomini come sta aprendo ora le porte del suo intendimento. Gli Accadiani furono la sesta delle razze Atlantidee, ed i Mongoli la settima. Essi spinsero la facoltà del pensiero ancora più oltre; ma seguirono direttive di ragionamento che si distaccavano sempre più dalla tendenza generale della vita evolventesi. I Mongoli Cinesi sostengono anche oggi che le vecchie credenze sono ancora le migliori. Il progresso tuttavia esige costantemente metodi nuovi a adattabilità, onde mantenere le idee allo stato fluido, perciò dette razze rimasero indietro e stanno degenerando col resto delle Razze Atlantidee. Col progressivo condensarsi delle pesanti nebbie dell'Atlantide, l'aumentata quantità d'acqua, gradatamente inondò tale continente, distruggendo la maggior parte della popolazione e le ultime vestigia della loro civiltà. Ma moltissimi abitanti del continente che si sommergeva sotto le inondazioni si salvarono e attraversarono l'Europa. Le razze mongole sono le discendenti di questi profughi Atlantidei. I negri e le razze selvagge con i capelli crespi sono gli ultimi discendenti dei Lemuriani. L'EPOCA ARIANAL'Asia centrale fu la culla delle razze Ariane, che discendono dai Semiti Originari. Da questo centro si irradiarono le differenti Razze. Non è necessario descriverle qui, poiché le ricerche storiche hanno rivelato a sufficienza i loro tratti salienti. Nell'attuale Epoca (l'Epoca Ariana, o quinta Epoca), l'uomo cominciò a fare uso del fuoco e di altre forze, le cui origini divine gli furono nascoste, perché potesse esser libero di usarle per scopi superiori o per il suo progresso. Perciò abbiamo nell'Europa attuale due classi: una considera questa terra e l'uomo come di origine divina; l'altra vede tutte le cose da un punto di vista puramente utilitario. Agli uomini più progrediti, al principio dell'Epoca Ariana, furono concesse le più alte Iniziazioni, perché potessero prendere il posto dei Messaggeri di Dio, cioè dei Signori di Venere. Tali Iniziati umani, furono da quel momento, i soli mediatori fra Dio e l'uomo. Nemmeno essi apparvero pubblicamente, né mostrarono alcun segno o prodigio che li rivelasse Condottieri o Capi. L'uomo fu lasciato completamente libero di cercarli o no, come desiderava. Alla fine dell'attuale Epoca, il più alto Iniziato apparirà pubblicamente, quando un numero sufficiente di uomini comuni lo desidererà con tutto il cuore e volontariamente si assoggetterà ad un tale Condottiero. Si formerà così il nucleo per l'ultima Razza, che apparirà al principio della sesta Epoca. Dopo, razze e nazioni cesseranno di esistere. L'Umanità formerà una Fratellanza Spirituale, come prima della fine dell'Epoca Lemuriana. I nomi delle razze che si sono diffuse sulla Terra durante la quinta Epoca fino ad ora, sono i seguenti: 1º -L'Ariana che andò al Sud, in India; 2º -La Babilonese-Assiro-Caldea; 3º -La Persiana-Greco-Latina; 4º -La Celtica; 5º -La Teutonica-Anglo-Sassone. Dal miscuglio delle differenti nazioni, che ha ora luogo negli Stati Uniti d'America, verrà il « germe » per l'ultima Razza, al principio della sesta Epoca. Ancora due Razze si svilupperanno nell'Epoca attuale, una di queste sarà la Razza Slava, quando fra qualche secolo, il Sole, a causa della precessione degli Equinozi, sarà entrato nel segno dell'Acquario, il popolo Russo e le Razze Slave in genere, raggiungeranno un grado di sviluppo spirituale, che li eleverà molto al di sopra delle condizioni attuali. La musica sarà il fattore principale di questo cambiamento, poiché sulle ali della musica, l'anima che vibra all'unisono con l'Universo, potrà volare fino al Trono di Dio, ove il solo intelletto non può giungere. Lo sviluppo raggiunto in tal modo però, non può esser permanente perché è unilaterale, e non in armonia con la legge di evoluzione che richiede, affinché lo sviluppo sia permanente, che sia ben equilibrato; e cioè, che la spiritualità progredisca per mezzo dell'intelletto, o almeno di pari passo con l'intelletto. Per questa ragione la civiltà Slava avrà vita breve; ma sarà grande e gioiosa finché durerà, poiché essa è nata da profondi dolori e indescrivibili sofferenze, e la Legge di Compensazione porterà condizioni opposte in tempo debito. Dagli Slavi discenderà un popolo che formerà l'ultima delle sette Razze dell'Epoca Ariana, e dai popoli degli Stati Uniti discenderà l'ultima di tutte le Razze di questo piano di evoluzione, la quale compirà il suo corso al principio della sesta Epoca. I SEDICI SENTIERI VERSO LA DISTRUZIONELe sedici Razze sono chiamate « I sedici sentieri verso la distruzione » perché in ogni Razza c'è sempre pericolo che l'anima si attacchi troppo all'idea razziale e non possa poi elevarsi al di sopra di essa arrestandosi nel progresso; c'è pericolo che essa possa, per così dire, cristallizzarsi in quella Razza e conseguentemente essere confinata ai corpi di essa quando questi cominciano a degenerare, come è accaduto per gli Ebrei. In Periodi, Rivoluzioni ed Epoche, in cui non esistettero Razze vi fu molto più tempo disponibile e le occasioni di cristallizzarsi non furono così grandi né così frequenti. Ma le sedici Razze sono nate e muoiono in tempo così relativamente breve, da esservi gran pericolo che chi si attacca troppo alle condizioni del momento, possa essere lasciato indietro. Il Cristo è il Grande Capo Unificatore della sesta Epoca, ed enunciò questa Legge (della rinuncia) quando pronunciò le seguenti poco comprese parole: « Colui che viene a me e non odia suo padre, sua madre, sua moglie, i suoi bambini, i suoi fratelli, le sue sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo »; « ... chiunque fra voi non abbandona tutto ciò che possiede, non può essere mio discepolo ». Questo non vuol dire che dobbiamo trascurare o non tener conto dei legami familiari; ma dobbiamo elevarci al di sopra di essi. Padre e madre sono « corpi », tutta la parentela è parte della Razza, che appartiene alla Forma. Le anime debbono riconoscere che non sono corpi né Razze; ma Ego anelanti alla perfezione. Se uno dimentica questo e si identifica con la sua Razza - attaccandosi ad essa con patriottismo fanatico - ha la probabilità di intricarsi in essa e affondare con essa, quando i suoi fratelli saranno passati a maggiori altezze sul Sentiero della Perfezione. Testo Fornito da Davide il 20/05/02
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