![]() L’Incontro con la Sacerdotessa Lemure. Era un percorso molto lungo all’interno della grotta, camminavo lentamente, assaporando ogni passo che facevo, non era una grotta naturale, era stata costruita, ma esisteva da migliaia di anni. Il percorso è illuminato da torce che non bruciano, sembrano cristalli ma sono luminosi e la loro luce si diffonde ovunque. Vi è un odore gradevole, sono molto emozionato; non capita tutti i giorni un incontro così, ma perché ha scelto me? Mi stava aspettando, E’ avvolta dal Sacro costume Riservato ai Sacerdoti che compiono i riti più importanti, mi sta aspettando nel giardino sacro, viene illuminato dal sole, data la sua profondità nella terra, solo per pochi minuti, e quando il sole è allo Zenith. Un ruscello, attraversa il Giardino, fiorito, con erbe e fiori che non avevo mai visto, ma di un profumo così intenso da renderti piacevole la tua permanenza in quel luogo. ![]() - Ittiah, mio giovane guerriero, Benvenuto. - M’tha grazie per la scelta, ma perché Io? - E’ tempo che l’uomo sia libero dalla schiavitù e voi con loro. Presto noi lasceremo questo pianeta, anche se ci sono delle divergenze all’interno delle nostre Gerarchie. Ma ce ne andremo e potrete finalmente essere liberi di agire come il vostro cuore suggerisce. L’uomo invece avrà ancora molta strada prima di arrivare ad aprire il suo cuore. Potete aiutarli. - Voi potete aiutare noi, su quello che sta per succedere? - Neanche noi con la nostra tecnologia possiamo aiutarvi, dobbiamo andarcene. Improvvisamente tace la voce nella mia mente e sento un gran calore all’interno del mio corpo, mentre mi osserva e sorride. Il calore si distribuisce lungo tutto il corpo, mi sento più leggero, è come se la mia mente si aprisse, improvvisamente “capisco” e so cosa devo fare. Il mio è un lungo compito, potrei metterci centinaia di vite ma varrà la pena per l’amore che nascerà in questo pianeta. La più grande forza d’amore che sia nata nell’universo.
Le Torri di Energia Era uno spettacolo stupendo, c’era gioia nei nostri cuori la nostra civiltà era al suo splendore, la più grande torre di cristallo che fosse mai stata costruita. Era il massimo della nostra tecnologia, i pensieri fluivano all’interno di esso attraverso le celle di carico, tavoli di cristallo dove le persone si sedevano e trasferivano le loro intenzioni “caricandolo”. A sua volta, un trasmettitore trasferiva questa immensa energia nel serbatoio del cristallo. Ne stavamo costruendo tre, uno nell’emisfero sud, uno nell’emisfero nord e il terzo, in terra dove vi erano state un tempo le nostre colonie. Vicino agli antichi avamposti. I miei amici erano già laggiù. Stavano costruendo anche loro il grande catalizzatore. Questo pianeta adottivo è giovane, ma è la nostra nuova patria ormai da diverse generazioni, e ci siamo ben integrati, con il popolo che ci vive, diviso e frammentato dalle loro credenze religiose sui poteri degli Dei. Studiando i loro comportamenti, aiutandoli nella loro evoluzione come quando l’antica razza Lemure ci liberò da una schiavitù durata millenni. Ci donarono oltre alla libertà, la facoltà di scelta e questi enormi poteri della mente. Sono giorni molto intensi, è ormai prossimo l’arrivo di questo evento, conosciuto e temuto, non avremo tempo di collaudare le torri, ma funzioneranno, perché noi vogliamo continuare a esistere. La prima Torre Madre è funzionante, sta irradiando energia, un bel raggio bianco e cristallino si erge aprendosi a ventaglio. Copre il sole con la sua apertura e assume un bellissimo colore dorato, si sta dirigendo verso la Torre degli antichi avamposti. Invio il mio astrale dall’altra parte del mondo, attraversando il grande mare e mi sintonizzo con i miei amici che avvertono la mia presenza. Anche loro sono in attesa, sanno che dalla Torre Madre è partito il raggio. La loro Torre è più bassa rispetto alla nostra ma il cristallo di queste terre è puro come il nostro. Sono orgogliosi della costruzione, hanno usato gli abitanti del luogo in cambio di alcuni piccoli “miracoli” senza imporre nulla ma donandosi con il cuore. Loro sono all’oscuro di quello che accadrà e questo li rende privi di paura. E’ molto importante abbandonare qualsiasi paura. Ecco sta arrivando l’onda energetica, è più vasta di quella della partenza. Il cristallo inizia a vibrare come in attesa, la torre viene fortemente sollecitata, ma scocca un arco energetico come quando due fulmini si incrociano. L’intera area si copre di una luce dorata come se si fosse aperto un ombrello che ti ripara da raggi del sole e ti scalda. Sono istanti lunghissimi, poi si apre il raggio e dalla Torre, riparte lo stesso raggio, ma amplificato. Potevamo vedere l’arco dorato che si perdeva nell’orizzonte e che occupava il cielo visibile ai nostri occhi. ![]() La sensazione era molto bella in quanto sentivo la gioia del mio corpo alla torre di partenza, la gioia dell’astrale nella seconda torre ed ora l’arrivo dell’onda energetica alla terza torre. Non Conosco nessuno, ma al mio arrivo vengo accolto con gioia. Tutti sorridono, altri astrali sono lì per osservare l’evento. Ecco in arrivo il raggio, più carico che mai, la torre inizia a vibrare, pronta a ricevere l’energia e completare il circuito. Contatto, la calotta energetica si sta formando, iniziamo ad esultare di gioia - ci salveremo!- grida di gioia dappertutto e osserviamo il cielo, dorato di una energia calda e avvolgente, con buoni sentimenti, perché c’è l’intenzione di ognuno di noi. Poi la Torre non smette di vibrare, anzi aumenta la sua vibrazione, sino a diventare instabile, iniziamo ad osservare ammutoliti la scena. La torre, stupenda con il suo cristallo esplode: in un assurdo silenzio avviene questa esplosione che riduce in briciole il cristallo e la torre con un bagliore così intenso da rimanere accecati. Le urla dei feriti subito dopo, i corpi che non si muovevano, rendevano tragica quella silenziosa esplosione. Prima che il mio astrale si dissolvesse a causa dell’urto energetico ho visto il cielo perdere quel colore dorato e avvolgente. Il mio corpo si riprende nella prima Torre Madre ormai irrimediabilmente spenta. C’è molta confusione, pensieri incoerenti, panico, paura indefinita, il cielo stava già cambiando colore assumendo un tono molto scuro. Mi arriva l’ordine mentale di riunirmi con la mia squadra e di andare al “Gran Consiglio”, bisognava salvarsi in un altro modo e la sfiducia iniziava ad insidiarsi dentro di me. Mi avviai lentamente verso il “Gran Consiglio” che cosa ci aspettava……?
L’Addio alla Sacerdotessa Il percorso non era molto lungo ma era denso di viali alberati, avremmo comunque dovuto prendere una navetta e immergerci in uno di quei canali circolari per poi riemergere in un porto sotterraneo, ed essere scortati dai sacerdoti all’interno del “Gran Consiglio”. Le colonne di marmo bianco che delimitavano l’ingresso della sua casa riflettevano il sole al tramonto, potevo intravedere la sua figura, con una tunica bianca chiusa in vita che non nascondeva il corpo, ma lo disegnava in una figura deliziosa mentre faceva il rito del saluto al Sole: Le braccia aperte con la tunica che si apriva nei polsi e il sole che attraversava con i suoi raggi la tunica, dava un colore dorato alla figura, oppure era la sua aura, resa visibile dallo stato mentale del rito. Mi fermo ad osservare, non posso interrompere il rito, attendo con calma sino a che non chiude le braccia a cerchio, raccogliendo il corpo. Sento l’aria vibrare, si sta girando, un sorriso stupendo. Sento l’aria farsi più densa, calda, come se soffiasse il vento estivo, ma anziché scivolare via come accade di solito, quest’aria mi avvolge e mi entra nel cuore un messaggio che nel fisico dilata le mie narici per aumentare l’immissione d’aria come se soffocassi, ma contemporaneamente aumenta la mia gioia, sono felice, è il suo abbraccio mentale. Ora sono a pochi metri da lei, è nel piedistallo del rito, ancora non è scesa, ma la gioia di rivederci è immensa, per questo il suo abbraccio è arrivato prima di lei. Sa che non capirò le sue parole, sa anche delle cose che ancora io non conosco, dovrò partire, non ci rivedremo più. Le chiedo, per l’ultima volta, se desidera venire con me. Mi dice di no! Le sue responsabilità sono qui insieme ad un sacerdote con il quale condivide dei figli che lei ama. Sente che l’amore che provo per lei è grande e puro, ma deve decidere, se c’è una possibilità è nella città e deve tentare. Sono poche le sacerdotesse con la sua forza mentale, tenterà di fermare l’onda in arrivo, insieme alle altre. Stavolta mi abbraccia fisicamente, mi sorride e mi osserva come se fossi un bambino in attesa di un premio per le prodezze che ha fatto. Mi ripete che non può venire con me, ma che in un prossimo futuro mi permetterà di provare le sensazioni che lei ha provato e la forza con cui ha dovuto decidere di lasciarmi al mio destino, pur accompagnandomi sempre. In modo che anch’io potrò comprendere perché l’ ha fatto. Mi regalerà qualcosa in più: un tempo ed una dimensione in cui per poco tempo potremo stare insieme senza le interferenze esterne. Non capisco tutto ciò che mi dice, sono della nuova generazione, per me l’uso dell’energia della mente con il cuore è una cosa pratica, tutta la filosofia che c’è dietro la lascio ai grandi sacerdoti. Io sto bene con lei e non intendo andarmene, le sue mani scivolano dal mio collo sulle spalle, mi sorride, e questo mi da gioia. Poi alza il braccio e mi indica il cielo, si iniziano a vedere le stelle e mi dice:- Guarda quante possibilità riserva la vita, sono tante quante le stelle che riesci ad osservare. E qualcosa che tu ti crei giorno per giorno, lascia che l’amore alimenti la tua vita, il mio cuore è con te, ma rimarrò qui e tu dovrai partire, anche il tuo gruppo ha diverse possibilità. Ci vedremo poi, quando tutto sarà finito. Ora vai, ti rimane poco tempo. Un lungo interminabile abbraccio, fisico e astrale, qualcosa che ti avvolge e ti solleva sino a farti sentire leggero e senza peso con un grande fuoco nel cuore che ti riscalda anche nei periodi più freddi. Ci lasciamo con un sorriso, ricordo ancora il tocco delle sue dita, e il mantello astrale della sua presenza che mi avvolge sino all’uscita della sua casa. Poi mi segue con la forma pensiero sino a che raggiungo l’imbarcazione che mi porterà al “Gran Consiglio”. Si! Ora sono pronto, ce la faremo tutti, anch’io sorrido e mi preparo.
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