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La Porta Magica di Aramu Muru

e Le Rovine di Ollataitambo in Perù

Il luogo dove la magia del tempo si è fermata

 Machu
 Pisac
 ollataitambo
 Titi

Le Rovine di Ollataitambo a Cuzco in Peru e la porta magica di Aramu Muru

 

In un viaggio fatto circa vent’anni fa, quando ancora l’ “energia” era ancora una fantasia per pochi eletti, scelsi il passaggio dall’Argentina a  San Salvador de Jujuy sino a Cuzco passando per la Bolivia attraverso la frontiera de La Quiaca, non come turista utilizzando tour operator, ma come semplice abitante del luogo utilizzando mezzi locali e i miei tratti europei non passarono inosservati e crearono molta curiosità.

Attraversai la Bolivia con Autobus di linea familiarizzando con le persone e i simpatici animaletti che trasportavano per venderli al mercato (polli e porcellini), conoscendo la città di Potosi e Oruro. Rimasi affascinato dai loro sguardi così fieri e antichi, poveri ma orgogliosi di donare ciò che possedevano per dividerlo con te.

Arrivai a Cuczo e prima di viaggiare sino alle rovine di Machu Pichu.

Decisi di visitare le rovine di Ollataitambo vicino a Cuzco.

Entrai nel piazzale di Ollataitambo, era maestoso, un’opera monumentale, con queste pietre così perfettamente allineate e scolpite con una perfezione che anche oggi sarebbe molto difficile eguagliarla. C’era un mercatino e molte voci, i porcellini viaggiavano liberi all’interno dello stesso mercato seguiti dai bambini.

C ’era la possibilità di salire le scale sino alla cima, direttamente, in un percorso molto ripido oppure salire a zig-zag in un percorso meno ripido e riparato da muri alti due metri e in ombra.

 Data l’altezza media delle città peruviane la mancanza di ossigeno si faceva sentire, dopo una piccola rampa di scale avevo già il fiatone, ma scelsi il percorso più ripido perché era diretto ed era il percorso dei guerrieri per il cambio della guardia ai tempi in cui questa superba civiltà era al massimo splendore.

 Tuttavia mi sono fermato, per la stanchezza,  a metà percorso ho chiuso gli occhi, ho fatto un respiro profondo….

Al mio secondo respiro l’aria era più pulita, mantenevo gli occhi chiusi, incominciai ad ascoltare i suoni intorno a me, non aprivo gli occhi, come per non rompere l’atmosfera che si era creata. Sentii rumore di ferraglia, spade che si incrociavano, lance che colpivano tavole di legno, grida e urla in una lingua antica ma familiare. Poi conversazioni limpide e molto vicine, con suoni che non avevo mai ascoltato prima.

 

Ero in quel tempo…..ed in quella dimensione……e avevo paura ad aprire gli occhi come se rompessi quel momento magico.

 

Ruotai lentamente su me stesso e aprii gli occhi. Ero di nuovo alle rovine di  Ollataitambo e mi resi conto di essere troppo lontano dal mercatino in basso per potere udire delle voci, c’era solo l’ansimare delle persone che avevano scelto lo stesso mio percorso che non potevano confondersi con i suoni che avevo ascoltato poco prima.

 A distanza di tanti anni ancora porto con me il ricordo di quelle voci come se fossero così vive nella mia mente da farmi pensare che sia accaduto ieri…

 Nella stessa escursione fui avvicinato da una donna che mi consegnò una pietra dicendo che lo doveva fare, mi chiese del denaro, ma era una cifra esigua che serviva per la cena dei suoi bimbi. La conservo ancora quella pietra, ma non sono mai riuscito a decifrare quei simboli. Può essere una moneta, come una chiave di accesso oppure più semplicemente qualcosa di artigianale. A voi la scelta.

 Durante la discesa scelsi il percorso delle alte mura, completamente all’ombra ed estremamente rilassante dato il suo percorso lineare a con una piccola inclinazione rispetto alla salita. Allungai il percorso di almeno sette volte ma, all’ultima rampa, una ragazzina di 12-13 anni era seduta con il costume tipico peruviano e inizia a cantare una canzoncina intonata ma triste, che purtroppo non riuscivo a capire, era in “quechua” antico dialetto locale parlato dai loro “antichi padri”. Più tardi mi spiegarono che era la storia di due innamorati che per motivi religiosi non potevano realizzare il loro amore e che la luna si rese complice di questo grande amore che si oscurò per tre giorni affinché i due potessero incontrarsi durante la notte senza che nessuno potesse vederli. Solo la luce del loro amore li guidava.

 Porto con me il ricordo di quei giorni stupendi, ora sono pronto ed ho le conoscenze adatte, aspetto solo voi per tornarci insieme con la giusta energia.

 Inca
 Diapason

 Leggete per pura curiosità la storia di una porta “magica” apparsa in un articolo della rivista Oltre la conoscenza apparso diversi anni fa.

 Grazie a un sogno, Josè Luis Delgado, guida montana peruviana, ha individuato recentemente nell’enclave di Hayu Marca la leggendaria e gigantesca Porta di Aramu Muru, dimenticata per secoli. La tradizione vuole che il suo  nome derivi da un sacerdote misteriosamente scomparso nell’attraversarla prima ancora che gli spagnoli sconvolgessero quelle terre all’epoca della Conquista.

 La scoperta in Perù di una grande porta in pietra, costituita da un unico blocco rettangolare lavorato nella roccia di una montagna, che comprende anche un piccolo portico nella sua parte inferiore, richiama l’attenzione per la sua storia, le condizioni in cui fu scoperta e la sua funzionalità.

Aramu Muru era il nome del sacerdote dell’impero Inca appartenente al monastero dei sette raggi, centro che praticava il culto del sole e riti riservati alla èlite sacerdotale andina. Secondo la leggenda, Aramu Muru era partito un giorno in direzione di Cuzco dove intendeva portare un grande disco d’oro, scomparendo però, durante il tragitto. Così per onorarlo gli antichi abitanti del lago Titicaca diedero il suo nome ad una gigantesca porta, la cui ubicazione fu dimenticata. Secondo la leggenda il sacerdote per paura che gli fosse rubato il disco d’oro si diresse verso la grande porta, raggiunta la quale, servendosi di una tecnica nota solo ai sacerdoti, l’avrebbe attraversata per raggiungere un’altra dimensione.

 Non vi sono prove certe o scritte, resta solo il fatto che il nome di questo sacerdote resta legato alla porta : sette metri di altezza e 5 di larghezza fanno della porta Aramu Muru una meraviglia architettonica situata a solo 10 Km dalla Città degli Spiriti e a 34Km da Puno. Ma questa meravigliosa porta rimane legata anche ad un’altra porta situata molto vicino al lago Titicaca ed è la Puerta del Sol de Tiahuanaco : una “porta” superba costruita in mezzo al nulla si trova a sessanta chilometri da La Paz, in Bolivia, il ciclopico complesso di Tiahuanaco. Suggestiva l'imponente Puerta del Sol: ricavata da un unico blocco del peso di circa dieci tonnellate, presenta un ricco ornato. I bassorilievi dell'ornato raffigurano il dio Sole con lo scettro del condor in mano, circondato da 148 figure più piccole. Una leggenda incaica narra che il dio Viracocha si sarebbe fermato a Tiahuanaco ed avrebbe tracciato disegni su grandi lastre di pietra.

 Quante porte vi sono nel mondo di cui non conosciamo l’ubicazione o l’uso ?

Secondo la nostra opinione ve ne è una ai piedi della Sfinge che funziona con lo stesso principio con cui è scomparso il sacerdote Aramu Muru. Ma questa è una storia che vogliamo approfondire insieme a voi.

  

 

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